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LEGGE n. 118/2014

Il passato 29 Marzo 2014, il Parlamento Cubano in sessione straordinaria ha approvato la nuova Ley de Inversion Extranjera n. 118che sostituisce la n. 77 del 1995; la legge è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale di Cuba il 16 Aprile ed entrerà in vigore il prossimo 29 Giugno 2014.

La nuova legge si ispira alla precedente 77/95, innovandone però vari aspetti e sostanzialmente compiendo uno sforzo per rendere più agevole l’investimento con capitale straniero a Cuba.

In sintesi proviamo ad evidenziare i punti principali.

Gli obiettivi strategici da raggiungere grazie alla legge sono descritti nell’art. 1.3 e  comprendono l'accesso a tecnologie avanzate, la conoscenza e l’applicazione di metodologie di management innovative, la diversificazione e l'ampliamento dei mercati di esportazione, la sostituzione delle importazioni, l'accesso a fonti di finanziamento internazionale, la creazione di nuovi posti di lavoro così come il forte impulso verso la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili.

L’investimento estero dovrà sostanzialmente contribuire alla modernizzazione del Paese e delle sue infrastrutture, all’adeguamento del modello economico tradizionale verso uno più efficace per rispondere alle mutate condizioni dello scenario economico internazionale, senza rinunciare ai principi fondamentali sanciti dalla Costituzione.

Promuovere gli investimenti esteri sulla base di un ampio e diversificato portafoglio progetti, che dovranno essere messi a punto, secondo criteri uniformi ed internazionalmente apprezzabili, dai singoli ministeri e/o dalle singole Business Units che verranno create.

Le modalità con cui le imprese straniere potranno operare a Cuba restano le tre già descritte nella legge precedente: Empresa Mixta (JV vera e propria con la costituzione di una nuova società Newco), Asociacion Economica Internacional - AEI (una sorta di associazione temporanea di imprese, senza nascita di una nuova persona giuridica) e Empresa de capital totalmente extranjero (cioè una società interamente controllata dalla parte estera; a questa categoria nella legge 77/95  non era stata data quasi nessuna applicazione).

I percorsi per arrivare alla autorizzazione di un’attività di quelle sopra descritte sono diversificati a seconda delle caratteristiche e del settore economico del progetto che si intende realizzare a Cuba (art. 21.1).

Gli organismi che devono approvare sono diversi a seconda dell’importanza strategica del progetto (si va dal Consiglio di Stato, Consiglio dei Ministri, singoli Ministeri etc.) ed i tempi per l’approvazione anche nei casi più complessi non possono superare i 60 giorni dal momento della presentazione della domanda.

E’ prevista la cessione a terzi (stranieri o entità dello Stato) delle azioni e/o quote di partecipazione possedute da investitori stranieri in società cubane create secondo i termini di questa legge.

Verrà preparata e aggiornata periodicamente (dal Mincex) una Cartera de Oportunidades de inversion extranjera che costituirà un po’ la base principale delle possibilità di investimento a Cuba.

I contratti di AEI potranno essere utilizzati anche per attività di management alberghiero, industriale o di servizi ed anche per la prestazioni di servizi professionali, novità rilevante in questa legge (art. 15.4). I servizi professionali ricomprendono attività di marketing, brokeraggio assicurativo, business consulting, audit, corporate finance, engineering, contabilità.

L’art. 17.1 dice che “potranno essere effettuati investimenti in beni immobili ed ottenere la proprietà ovvero altri diritti reali. Gli investimenti potranno essere diretti a: case ed edifici a fini residenziali o per finalità turistiche, residenze o uffici per società straniere, attività di sviluppo immobiliare per usi legati al turismo” (pensiamo alle case/villette per un campo da golf o di una marina per esempio).

Che cosa realmente si pensi di fare in questo settore sarebbe interessante comprenderlo, ricordando che molte aziende italiane avevano costruito immobili residenziali a Cuba alla fine degli anni 90 e che quindi abbiamo una importante base di imprese nel nostro Paese che potrebbero essere interessate ad investimenti certi e sicuri in questo settore.

L’investimento immobiliare aveva ricevuto grande impulso con la legge del 1995 per poi essere sostanzialmente frenato e sospeso nell’anno 2000 per una nuova politica adottata dal Governo di allora.

Nel settore del Turismo sono in fase di start up e di studio avanzato vari progetti di realizzazione di campi da golf (l’obiettivo è quello di realizzare un circuito internazionale nell’isola) mentre invece i progetti di nuovi porti turistici (con sviluppo immobiliare connesso) segnano un po’ il passo anche se sarebbero di estremo interesse per le imprese italiane, vista la nostra esperienza in materia di costruzione e gestione di porti turistici.

Importante novità viene introdotta nell’art. 22.2, dove si prevede chiaramente la possibilità del rilascio di una concessione amministrativa se l’obiettivo dell’investimento approvato è la gestione di un servizio pubblico, la realizzazione di una opera pubblica o lo sfruttamento di un bene pubblico (anche qui pensiamo ai porti, trasporti, elettricità, uso delle spiagge/turismo e tante altre cose).

L’art. 25 para del Regime Bancario sostanzialmente dando libertà alle JV con società straniere di aprire conti sia a Cuba che fuori; questo resta un’altra “falla” del nostro sistema, visto che sono presenti a Cuba varie succursali di banche spagnole, francesi e di altri paesi mentre non ce n’è neppure una italiana nonostante ora più che mai ci potrebbero essere le condizioni economiche ed ambientali perché ciò potesse finalmente realizzarsi.

Dare priorità alla promozione della Zona de Desarrollo Especial di Mariel (ZDEM), istituita con una legge ad hoc nel 2013.

Nelle Joint Ventures (JV) destinate all’estrazione di risorse naturali, la prestazione di servizi pubblici, lo sviluppo delle biotecnologie, il commercio all’ingrosso ed il turismo la legge prevede che la maggioranza della JV resti al partner cubano.

Per quanto riguarda la contrattazione e l’impiego di manodopera non saranno lasciati alla libera iniziativa delle parti ma si dovrà continuare ad utilizzare la mediazione di agenzie di impiego statali (artt. 27 e ss.).

Il salario sarà dovrà essere commisurato al lavoro realizzato, alla capacità preparazione ed efficienza del lavoratore: sostanzialmente viene introdotto un criterio di meritocrazia salariale. Il pagamento del servizio di impiego della forza di lavoro sarà negoziato tra l’ente per l’impiego e la società straniera, per quanto è prevista la costituzione di fondi di stimolazione economica collegati alla produttività (salvo che per alcune attività ex art. 29.2).

Il regime tributario è particolarmente innovato (Capitolo XII, artt. 34 e ss.)

Le novità principali sono:

- sono esentanti dal pagamento dei redditi personali gli investitori esteri per i ricavi da dividendi o altri benefici dell’attività realizzata a Cuba.

- l’imposta generale è pari al 15%.

- l’imposta sugli utili non verrà applicata nei primi otto anni di attività della JV o della AEI; nel caso che gli utili vengano reinvestiti, verrà applicata una ulteriore esenzione totale.

- nel caso l’attività dell’investitore estero riguardi lo sfruttamento di risorse naturali, anche rinnovabili, la tassazione potrà essere aumentata fino ad un 50%.

Contestualmente alla pubblicazione della Legge 118, viene inserito anche il Regolamento della Legge che identifica i settori, le procedure che devono essere seguite per la presentazione delle domande per la realizzazione di attività a Cuba, la composizione delle commissioni statali per il controllo delle procedure e le autorizzazioni, etc..

L’investimento straniero potrà essere orientato in via straordinaria anche allo sviluppo di attività realizzate da società non con azionista pubblico però avente personalità giuridica; in questo senso, sarà data priorità al settore delle Cooperative, che viene potenziato ed esteso a vari settori anche non collegati a quello di tradizionale operatività come l’agricoltura. In sostanza le cooperative (per esempio nel settore dell’edilizia e/o della prestazione di servizi) potranno fare accordi diretti di JV con società straniere.

In via di principio non saranno alienati beni dello Stato, salvo casi eccezionali considerati volta per volta.

I settori prioritari identificati dalla legge per l’attrazione e lo sviluppo di investimenti stranieri sono i seguenti:

  1. Agricolo e Forestale;
  2. Industria Alimentare;
  3. Energia e Miniere;
  4. Industria dello Zucchero;
  5. Industria metallurgica, leggera, chimica ed elettronica;
  6. Industria farmaceutica;
  7. Commercio all’ingrosso;
  8. Salute;
  9. Costruzioni;
  10. Turismo;
  11. Trasporti e Logistica.
  12. contribuiscono ad accrescere la capacità produttiva;
  13. trasferiscono tecnologia, tra cui tecniche di management;
  14. sviluppano infrastrutture industriali;
  15. producono energia, specialmente da fonti rinnovabili;
  16. aiutano e sviluppano la produzione agricola;
  17. sviluppano l’industria agroalimentare;
  18. sono indirizzate per la produzione di idrocarburi e minerario;
  19. favoriscono la crescita del turismo, incluso quello della Salute.

Le JV cui viene assegnata una priorità strategica e quindi che sostanzialmente dovrebbero godere di un percorso di approvazione più rapido, sono in sintesi quelle che:

Le norme previste dalla nuova legge si applicano anche ad investimenti effettuati nella Zona di Desarrollo Especial di Mariel (ZDEM), salvo che non ragioni ostative specifiche.

Il testo completo della Legge è disponibile in allegato e nella nostra sezione "Documenti". 

 GO_X_20_2014_1.pdf
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